Fattoria Montellori Azienda Vinicola Toscana Firenze Fucecchio




PRESENTAZIONE DELLA FATTORIA MONTELLORI

La Storia

montelloriLa Toscana ha una storia e una tradizione enologiche millenarie, ma i produttori di vertice in Toscana risalgono per la maggior parte a tempi abbastanza recenti.

La famiglia Nieri di Fucecchio, una cittadina situata nella parte occidentale della provincia di Firenze, rappresenta un’importante eccezione a questa regola.

Sebbene sia collocata in un'area che è in un certo senso "fuori dalla corrente" rispetto a quelle di maggiori tradizione enologica, l'azienda della famiglia Nieri ha celebrato il suo centesimo anniversario come produttrice di vino nel 1995.

Durante i molti decenni passati, la famiglia e la casa hanno modificato i loro obiettivi in maniera sostanziale, per creare vini di vera personalità, capaci di esprimere sia la filosofia produttiva della famiglia sia lo specifico carattere del suolo e del clima del loro luogo di origine, capaci di competere con i migliori di Toscana e far diventare così la propria zona una fonte significativa di vini identificabili e caratterizzati.

La villa ed i terreni circostanti che costituiscono il nucleo storico di Montellori furono acquistati nel 1895 da Giuseppe Nieri, che decise di investire in una proprietà agricola i notevoli profitti realizzati nel commercio del cuoio.

"L'azienda della famiglia Nieri ha celebrato il suo centesimo anniversario come produttrice di vino nel 1995 "

La messa a dimora dei vigneti e la produzione di vino diventarono parte integrante della nuova vita di Giuseppe Nieri e il lavoro quasi pionieristico di acquisizione e impianto continuò con Mario Nieri, figlio di Giuseppe. Negli anni ’40 le botti originariamente usate per le fermentazioni furono sostituite da tini di cemento vetrificati, ed ebbe inizio negli anni '50 il passaggio all'imbottigliamento con il proprio nome e la propria etichetta.
Il maggior impulso allo sviluppo di Montellori, tuttavia, si verificò sotto la guida di Giuseppe Nieri (1929-1998), che aumentò l'estensione delle vigne sino al livello attuale di 60 ettari. Continuò anche il rinnovamento della dotazione di cantina introducendo tini di acciaio inossidabile con controllo di temperatura. Le barrique di rovere iniziarono ad apparire nelle cantine di Montellori durante gli anni '80, contribuendo alla creazione di vini di maggior complessità e finezza.

Giuseppe Nieri aveva una spiccata passione per il vino bianco e adottò, oltre varietà più note come Chardonnay e Sauvignon, un vasto programma di sperimentazione su varietà meno note, ma non meno interessanti, quali Viognier, Roussanne, Marsanne e Clairette: un programma analogo riguardante le varietà a bacca rossa portò all'impianto, in aree la cui adeguatezza era stata attentamente calcolata e studiata, di Cabernet, Merlot e Syrah. Anche queste varietà sono entrate negli uvaggi dell'azienda, integrando, senza peraltro soppiantarlo, il Sangiovese, la varietà storica toscana a bacca rossa, in cui Montellori crede fermamente e che intende migliorare con l'impegno più assoluto in vigna ed in cantina.

Il Presente

montelloriLa seconda parte degli anni '90, invece, è diventata un periodo di riflessione e soprattutto un'occasione per trarre le conclusioni. Sotto la guida di Alessandro Nieri, che ha assunto il compito di dirigere Montellori nel 1998 dopo un lungo periodo di responsabilità condivise con il padre, le lezioni assimilate durante il decennio precedente sono state pienamente attuate nel modo più pratico possibile. La linea produttiva stessa è stata riorganizzata e semplificata con lo scopo dichiarato di dare una nuova immagine del lavoro di Montellori: una serie di vini che dimostrano l'abilità viticola ed enologica acquisita, ora totalmente assimilata, la nuova comprensione delle caratteristiche e del potenziale dei singoli possedimenti e vigneti, di quello che possono esprimere e di quello che può essere raggiunto attraverso un lavoro impegnato e professionale.